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Per la sesta edizione della Giornata del Traduttore, abbiamo intervistato i relatori, in modo da farveli conoscere in vista del convegno. Il primo è stato Marcello Federico, co-fondatore di MateCat e ModernMT, che interverrà alla Giornata del Traduttore introducendo alcuni concetti fondamentali della traduzione automatica basata sulle reti neurali artificiali.

Come ha sviluppato il suo interesse per la traduzione automatica, fino a diventare co-fondatore di ModernMT?

Mi sono occupato di ricerca nel campo dell’elaborazione del linguaggio naturale, che è una branca dell’intelligenza artificiale, per quasi 25 anni, in particolare di riconoscimento automatico del parlato e di traduzione automatica. Verso il 2010 mi sono avvicinato al mondo della traduzione professionale, interessandomi a come far lavorare in sinergia traduzione automatica e traduzione umana; ho coordinato il progetto europeo MateCat, nel quale abbiamo creato un CAT tool e fondato una prima start-up. Successivamente sono stato il coordinatore scientifico del progetto europeo ModernMT, il cui scopo era quello di creare una tecnologia di traduzione automatica adattiva ideale per i CAT tool come MateCat, quindi fondare una start-up nuova è stato un passo abbastanza naturale.

Che cosa direbbe a coloro che vedono la traduzione automatica come una minaccia per il futuro della professione del traduttore?

Il mondo sta cambiando molto in fretta, e questo grazie all’evoluzione delle tecnologie, come l’intelligenza artificiale. L’importante, per tutti, è restare al passo coi tempi e cavalcare il progresso, soprattutto evitare di subirlo passivamente. Il lavoro del traduttore in particolare sta cambiando, e sarà sempre più affiancato da strumenti non fatti per sostituirlo, ma per potenziarne le capacità. Quindi il traduttore sarà sempre una figura richiesta, soprattutto se esperto in settori specifici e quando viene richiesta una qualità di traduzione elevata.

Quale scenario si immagina per la professione del traduttore alla luce delle evoluzioni più recenti delle reti neurali e dell’intelligenza artificiale più in generale?

L’intelligenza artificiale in generale fornisce tecnologia che affianca gli esperti umani per aumentarne le capacità. Se guardiamo le reti neuronali artificiali, che adesso rappresentano lo stato dell’arte per molti problemi su cui si lavora in intelligenza artificiale, questi hanno richiesto quasi 30 anni di sforzi, non sono una cosa capitata da un giorno all’altro. Nei prossimi anni mi aspetto ulteriori miglioramenti, ma nessuna soluzione definitiva del problema della traduzione automatica. Sicuramente il professionista del futuro sarà in grado di tradurre molte più parole di quanto è in grado di fare oggi nello stesso tempo, quindi di avere una capacità notevolmente aumentata nel suo lavoro.

Che cosa si augura di trasmettere a coloro che assisteranno al suo intervento alla GdT?

Quello che spero è di trasmettere ai partecipanti alcuni concetti base della traduzione automatica e quindi dell’intelligenza artificiale basata su reti neuronali. L’obiettivo di fondo è per me, da un lato, anche quello di demistificarne l’immagine trasmessa dai media; dall’altro, è di farne apprezzare la semplicità e l’eleganza, che hanno poco in comune con la complessità e il fascino della mente umana.