Barbara Ronca, relatrice nella seconda edizione della Giornata del Traduttore nell’ambito della sezione “L’editoria in un mondo globalizzato”, introduce brevemente il suo ruolo e spiega quali sono, a suo parere, i collegamenti fra il tema dell’internazionalizzazione e la traduzione di scritture di viaggio.

“Ci si potrà chiedere perché, nel contesto di una giornata dedicata al tema dell’internazionalizzazione d’impresa, si sia deciso di dedicare uno spazio alla traduzione editoriale e a quella di scritture di viaggio in particolare. La risposta, a mio parere, risiede nella natura stessa di questa specializzazione.

In linea di massima, possiamo definire la letteratura di viaggio come l’insieme di testi che hanno per tema principale l’esperienza e il racconto di luoghi lontani o esotici: la caratterizza il confronto del qua con l’altrove, del nostro mondo con un altro. Si copre una distanza e si racconta ciò che c’è oltreconfine per scoprire cose nuove e trarre conclusioni nuove, che siano esse di natura antropologica, politico-sociale, etica-morale o strettamente personali: l’incontro con l’altro e con l’altrove è sia il fine del viaggio reale, il motivo per il quale il viaggio viene compiuto, sia la ragione per il quale viene raccontato.

Il viaggio è prima di tutto un’esperienza conoscitiva e di mediazione, quindi, esattamente come la scrittura o la traduzione (non a caso il termine inglese translation indica sia la traduzione che la traslazione nello spazio, ovvero lo spostamento da un luogo ad un altro): si parte con un determinato bagaglio culturale e nell’incontrare nuovi modi di fare, di vivere, nuove nozioni, si acquisisce una conoscenza più consapevole del diverso da noi ma anche di noi stessi.

In un mondo sempre più globalizzato e in costante evoluzione, anche il traduttore editoriale, e quello di scritture di viaggio in particolare, deve imparare ad accogliere le nuove sfide armandosi degli strumenti giusti, confrontandosi con i colleghi, aggiornandosi e ponendosi dubbi e domande sempre nuovi. Insomma, può essere utile ricordarci che il traduttore editoriale può affrontare il suo lavoro esattamente come un viaggiatore affronta il suo cammino: con intelligenza, preparazione e ricordandosi sempre di mettere l’indispensabile in valigia.”